22 maggio 2016

L'ARTE DELLA FILIGRANA: TRA STORIA E MAGIA.

Da quando sono iniziate le giornate di sole molte nostre clienti ci hanno richiesto orecchini estivi e leggeri, ma che siano eleganti e particolari al tempo stesso.
Come sempre abbiamo proposto le filigrane.
La domanda che mi viene posta quasi sempre è: "Le fili che?" 😆
Ebbene in questo post vi voglio raccontare la storia millenaria della filigrana.
Guardando in rete ho scoperto che in Italia ci sono moltissimi artigiani orafi che si dedicano all'applicazione di questa tecnica. Ma non solo l'Italia è ricca di questi maestri, vi sono orafi spagnoli e indiani dediti a questa particolare tecnica che consiste nella produzione di finissimi fili in oro o argento ai quali si daranno svariate forme che saranno successivamente assemblate fino a formare una figura completa, elegante e unica nel suo genere.

Sul territorio italiano spicca la Liguria, dove si trova il maggior numero di artigiani orafi impegnati in questa cosiddetta "arte del filo".
Proprio in questa regione infatti nasce il Museo della Filigrana poiché, tra la fine del '700 e inizio dell'800, moltissime famiglie liguri impararono questa tecnica che si tramanda da generazioni.
Qui sotto vi lascio in video di presentazione, così potrete conoscerli meglio!






Un'altra regione italiana che prende parte alla storia della filigrana è la Sardegna dove l'artigianato orafo presenta monili dall'eleganza senza tempo e in stretta correlazione con i costumi della tradizione.
La funzione della filigrana sarda era quella di collegare l'essere umano agli dei e di proteggere dal male. Questo mito infatti racconta come le delicate filigrane fossero create dalle fate nelle loro dimore chiamate Domus de Janas, ovvero case delle fate, che non sono altro che strutture sepolcrali che si possono visitare ancora oggi, in particolar modo nella provincia di Sassari.

Le filigrane racchiudono in se storia e un pizzico di magia, lasciatevi quindi trasportare dalla loro eleganza così da poter indossare gioielli ricchi di poesia.

Un abbraccio,
Giulia

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